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n4italia
02 Dicembre 2021, 19:25

Re: La Lettera Di Protesta Inoltrata In Seguito Al Respingimento Alla Frontiera Tra Lettonia E Russia
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OGGETTO: 	lettera di protesta per comportamenti arbitrari nella Repubblica di Lettonia al confine con la Russia.

A: 	ELENCO DEGLI INDIRIZZI IN ALLEGATO

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Il giorno 1 giugno 2021, unitamente a mia moglie, ci trovavamo in viaggio con la nostra automobile per raggiungere la città di Velikij Novgorod, in Russia, dove vivono i miei suoceri. Sul mio passaporto era apposto un visto per parenti di cittadini russi, regolarmente ottenuto su richiesta di mia moglie alla competente Autorità consolare russa, tramite il relativo Centro visti. Mia moglie è titolare della cittadinanza russa e di quella italiana, viaggiava quindi con entrambi i relativi passaporti. 
Verso le 10,20 del suddetto giorno, giunti al valico di confine Grebneva – Ubylinka, ci siamo presentati all’unico agente della Polizia di Frontiera lettone in servizio al primo posto di controllo, consegnando i passaporti per le necessarie procedure. Dopo aver esaminato i documenti, l’agente asseriva (sue testuali parole) che io non potevo uscire dall’Unione Europea perché in possesso solo del visto e non del permesso di soggiorno russo, e che queste erano “le disposizioni dell’UE per i cittadini europei”.  Innanzitutto – come fatto al momento con lo stesso agente - sottolineo di essere orgogliosamente cittadino [b]italiano[/b], non “[i]europeo[/i]”. A proposito di quanto asserito dall’agente, faccio presente che altre persone, da me contattate sul social network Facebook (qualcuno si è detto disponibile per una eventuale testimonianza in merito e per eventuali azioni legali collettive future),  riferiscono che - anche se in possesso del permesso di soggiorno russo “VNZh” - sono state respinte allo stesso posto di frontiera perché in possesso del permesso di soggiorno e non del visto. Altri ancora riferiscono di essere riusciti d attraversare la frontiera “perché quel giorno c’era l’unica persona che faceva passare” . 
In merito a quanto appena esposto, si vedano i link sotto riportati: 
-	https://www.facebook.com/groups/430566294574821/posts/562638891367560  
-	https://www.facebook.com/groups/RussiaEtItalia/posts/4267721776682590/  
-	https://www.facebook.com/groups/238976363105838/posts/1430281193975343/ .
Unitamente a mia moglie abbiamo cercato di far comprendere all’agente la piena validità del visto applicato al mio passaporto e il mio diritto di recarmi nella Federazione Russa, ma lo stesso non ha voluto sentire ragioni. Gli abbiamo anche fatto notare  che – secondo le norme sanitarie di quello specifico momento in materia di pandemia da Covid 19 – io e mia moglie ci trovavamo in Lettonia in transito verso la Russia, che per fare ingresso nel Paese avevamo dovuto compilare un modulo online, ricevendo un codice QR per ciascuno di noi, che quel codice QR consentiva il nostro transito attraverso il territorio lettone in un massimo di dodici ore e che, essendo entrati in Lettonia alle 00,10 circa dello stesso giorno (pochi chilometri dopo l’ingresso siamo stati fermati dalla Polizia per il controllo dei documenti, dei codici QR e dei test anti Covid, abbiamo dichiarato di essere in transito verso la Russia e non abbiamo avuto nessuna controindicazione al riguardo), e che mancavano quindi ormai meno di due ore alla scadenza delle dodici previste e al venir meno della legittimità della nostra presenza in Lettonia,  e quindi sarebbe stato il caso di lasciarci proseguire regolarmente il nostro viaggio. Anche dopo la rappresentazione di questo ulteriore problema, l’agente lettone è stato irremovibile nel suo intendimento di non lasciarci passare. 
Ha poi fatto due affermazioni e una domanda (sue testuali parole): 
-	mia moglie, come cittadina russa, avrebbe potuto attraversare il confine a piedi e proseguire il viaggio come avesse ritenuto opportuno, mentre io non avrei potuto attraversarlo;
-	avremmo potuto inviare una lettera al loro Generale, attendendone risposta per un periodo di 30 giorni in territorio lettone; 
-	la domanda verteva invece sul perché viaggiassimo in auto e non in aereo. 
Quest’ultima sarebbe potuta anche essere considerata normale in un ambito discorsivo, durante una chiacchierata informale tra persone, non certo nell’ambito di quello specifico dialogo dal carattere alquanto più ufficiale: se io e mia moglie preferiamo viaggiare in aereo, in auto o in bicicletta, ritengo che non fossero e non siano problemi di quell’agente. 
In merito ai punti appena esposti, ravviso:
-	[b]una palese tenuta in spregio del mio diritto di spostamento[/b], anche al di la del confine UE, dato che il visto russo me ne consentiva regolarmente la possibilità;
-	[b]una palese tenuta in spregio del diritto mio e di mia moglie alla coesione familiare[/b];
-	[b]una indebita intromissione[/b] dell’agente lettone nella nostra privacy. 
Infine, riportati i nominativi mio e di ma moglie sul foglio di servizio che aveva sulla scrivania, l’agente ci ha restituito i passaporti, invitandoci ad allontanarci. 
Allontanatici dal posto di confine, ho subito telefonato al Consolato italiano di Riga, chiedendo all’operatrice di poter parlare con qualcuno per un problema di frontiera e verificare se il Consolato fosse in grado di aiutare me e mia moglie in quella situazione: l’operatrice ha passato la mia comunicazione direttamente al Console, al quale ho riferito l’episodio appena accaduto, con la maggior parte possibile dei dettagli. Il Console ha fornito una prima risposta più o meno plausibile (sue testuali parole): “Sappiamo che c’è questo problema, le consiglio di andare a Narva, in Estonia, da lì si passa in Russia senza problemi.“, seguita da una seconda frase che mi ha decisamente lasciato basito e sconcertato sulla buona fede dell’interlocutore (sempre testuali parole): [b]“Non sappiamo perché, ma i lettoni si prestano a fare il lavoro sporco al posto dei russi.”[/b]. Fino a quel momento mi ero rivolto all’interlocutore chiamandolo “Signor Console”, dopo quest’ultima, infelice affermazione ho omesso l’appellativo “Signor” e, rivolgendomi semplicemente al “[i]console[/i]”, gli ho obbiettato di non ritenere che la Russia mi avesse concesso un visto d’ingresso nel suo territorio, e poi la stessa Russia facesse il “lavoro sporco” di respingermi  e che, se avessimo raggiunto il lato russo della frontiera, saremmo stati certamente accolti con competenza, professionalità e con quella cortesia, quell’ospitalità e quel calore tipici del popolo russo, insomma con tutto ciò che sul lato lettone ci è stato negato. Dopo quest’ultima osservazione, ringraziatolo sbrigativamente per il consiglio ricevuto, ho concluso la chiamata, anche per non perdere ulteriore tempo prezioso e cercare di lasciare la Lettonia – ormai diretti in Estonia – entro le dodici ore ammesse dai codici QR dei quali eravamo in possesso. 
Ora, a mio modesto avviso, il “lavoro sporco” evocato dal Console può essere attribuito (singolarmente o congiuntamente tra due o più soggetti): 
a.	[b]all’agente della Polizia di Frontiera lettone[/b], nel caso avesse agito autonomamente, pregiudizievolmente e secondo una sua (molto) personale visione delle cose;  
b.	[b]alle Autorità lettoni[/b], nel caso l’agente avesse ricevuto disposizioni superiori, o se le stesse Autorità, a conoscenza di episodi simili, non intervengano, oppure (ancor peggio) li avallino più o meno tacitamente; 
c.	[b]all’Unione Europea[/b], nel caso non controlli comportamenti simili da parte della  
   repubblica lettone e non intervenga energicamente se ne viene a conoscenza,  
   oppure (ancor peggio) se li avalli più o meno tacitamente; 

e rappresenta non solo una ingiustificabile violazione di norme e diritti, ma anche una aggravio economico e di tempo per chi viaggia. Ecco perché questa lettera viene inoltrata anche ad Autorità e vari organismi russi in ambito internazionale, perché abbiano un’ulteriore testimonianza diretta di ciò che avviene sull’altro lato di quel tratto di confine e pongano in atto i provvedimenti che reputeranno opportuni. 
Nell’esprimere profonda indignazione e amarezza per quanto accaduto - non per i 500 e più chilometri che è stato necessario aggiungere al viaggio - ma per il fatto di vedere [b]DISCRIMNATI E CALPESTATI[/b] alcuni diritti miei e di mia moglie, auspico che siano adottati i provvedimenti del caso e che ogni Ente e ogni persona che ne abbia competenza istituzionale voglia adoperarsi affinché episodi simili non abbiano più a ripetersi, non per me o per mia moglie ma a beneficio dell’intera collettività, affinché le norme e i diritti delle persone non vengano faziosamente disattesi. 
Infine, spiace dirlo, ma ho lasciato la Lettonia con il fermo intendimento di non mettere più piede in uno Stato che – di fatto -non rispetta le norme internazionali, e di invitare quante più persone possibile a fare altrettanto. 
In allegato, l’elenco degli indirizzi ai quali la presente viene inoltrata. 

Con osservanza
          Roberto Randò
 


Allegato:
Elenco degli indirizzi

Agli organi competenti del Governo della Federazione Russa 
Palazzo del Governo della Federazione Russa
Krasnopresnenskaja naberezhenaja, dom 2
103274  MOSCA
Tramite il sito http://services.government.ru/letters/form/ 


Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa 
Smolenskaja-Sennaja pl., 32/34
119002  MOSCA
https://lk.mid.ru/ 


Ministero degli Affari Esteri delle Repubblica Italiana
Gabinetto del Ministro
Piazzale della Farnesina, 1
00135  ROMA  RM
gabinetto@esteri.it 


Ministero degli Affari Esteri delle Repubblica Italiana
Unità di crisi – Redazione del sito Internet “Viaggiare sicuri”
Piazzale della Farnesina, 1
00135  ROMA  RM
unita.crisi@esteri.it 


Ambasciata della Federazione Russa in Lettonia 
Alla c.a. di S.E. l’Ambasciatore
Antonijas, 2
LV-1010, Riga
rusembas@ml.lv 


Ambasciata della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana 
Alla c.a. di S.E. l’Ambasciatore
Via Gaeta, 5 
00185  ROMA  RM
cerimonialeroma@mid.ru




Ambasciata della Repubblica di Lettonia presso la Repubblica Italiana
Alla c.a. dell’Ambasciatore
Via Giovanni Battista Martini, 13
00198  ROMA  RM
embassy.italy@mfa.gov.lv 


Ambasciata e Consolato d’Italia presso la Repubblica di Lettonia
Alla c.a. dell’Ambasciatore e del Console
Teatra iela, 9
1050  RIGA 
ambitalia.riga@esteri.it 

segreteria.riga@esteri.it

consolare.riga@esteri.it


Missione permanente della Federazione Russa presso le Nazioni Unite 
136 East 67 Street 
New York, N.Y. 10065 
mission@russiaun.ru 


Missione permanente della Federazione Russa presso l’Unione Europea 
31-33 Boulevard du Règent 
1000 Bruxelles 
russia.eu@mid.ru 


Consiglio Europeo 
Segretariato del Presidente
Rue de la Loi/Wetstraat 175
B-1048 Bruxelles
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