il congiuntivo e la concordanza dei tempi
Titolo: il congiuntivo e la concordanza dei tempi
qui pure ci sono dei problemi, volevo chiarire e fare un po di esercizi
Titolo:
la regola base è che il congiuntivo e il condizionale devono essere dello stesso tempo:
es presente e presente
passato e passato
poi però ci sono le particolaritàÂ
Mi hai fatto venire un'idea in mente. Potremmo ogni giorno per venti minuti andare in chat e fare esercizi, dammi il tempo di organizzare questa idea e possiamo aprire un corso online per ora solo scritto e perchè no, un domani anche parlato.
es presente e presente
passato e passato
poi però ci sono le particolaritàÂ
Mi hai fatto venire un'idea in mente. Potremmo ogni giorno per venti minuti andare in chat e fare esercizi, dammi il tempo di organizzare questa idea e possiamo aprire un corso online per ora solo scritto e perchè no, un domani anche parlato.
Titolo:
Ultima modifica di siberiano il 25 Marzo 2006, 17:04, modificato 1 volta in totale
Ho scoperto che si usa il congiuntivo in ogni frase, tipo "Credo che...", "Penso che...". Mamma mia, onestamente questa costruzione mi sembra eccessiva (onestamente mi sembra che questa costruzione sia eccessiva :-D), perchè secondo me dire "credo" automaticamente vuol dire che può non essere così. Dovro abituarmi e cambiare le abitudine già presenti...
La concordanza dei tempi l'ho letta e ne ho fatto paio di esercizi, dunque fra poco migliorerò la mia grammatica.
La concordanza dei tempi l'ho letta e ne ho fatto paio di esercizi, dunque fra poco migliorerò la mia grammatica.
Ultima modifica di siberiano il 25 Marzo 2006, 17:04, modificato 1 volta in totale
Titolo:
Ma se voglio dire che credo che non imparerò mai l'italiano... Non c'è congiuntivo futuro, cosa scrivo?
Titolo:
[quote:8234ebcba2="siberiano"]Ma se voglio dire che credo che non imparerò mai l'italiano... Non c'è congiuntivo futuro, cosa scrivo?[/quote:8234ebcba2]
Scrivi il futuro semplice. Credo che sara cosi, penso che tutto andra' bene.
Pero' una domanda agli italiani. E' meglio dire Credo di non imparare mai l'italiano oppure credo che non imparero' mai l'italiano. ???
(à…à±à«è à«èà¶à à±à®à¢à¯à à¤à à¾ò ࢠà£à«à à¢àÂà®ì à¯à°àÂ¥à¤à«à®à¦àÂ¥àÂèè è ࢠà¯à°èà¤à òà®à·àÂà®ì, òà® èà±à¯à®à«à¼à§à³àÂ¥òà±à¿ àÂàÂ¥ che, à di. àÂà à¯à°èìàÂ¥à°, credo di aver ragione, àÂà® credo che lui abbia ragione. à€ à¢à®ò à°à à±à¯à°à®à±òà°à àÂà¿àÂ¥òà±à¿ à«è à½òà® à¯à°à à¢èà«à® àÂà à¡à³à¤à³ùàÂ¥àÂ¥ à¢à°àÂ¥ìà¿???)
Scrivi il futuro semplice. Credo che sara cosi, penso che tutto andra' bene.
Pero' una domanda agli italiani. E' meglio dire Credo di non imparare mai l'italiano oppure credo che non imparero' mai l'italiano. ???
(à…à±à«è à«èà¶à à±à®à¢à¯à à¤à à¾ò ࢠà£à«à à¢àÂà®ì à¯à°àÂ¥à¤à«à®à¦àÂ¥àÂèè è ࢠà¯à°èà¤à òà®à·àÂà®ì, òà® èà±à¯à®à«à¼à§à³àÂ¥òà±à¿ àÂàÂ¥ che, à di. àÂà à¯à°èìàÂ¥à°, credo di aver ragione, àÂà® credo che lui abbia ragione. à€ à¢à®ò à°à à±à¯à°à®à±òà°à àÂà¿àÂ¥òà±à¿ à«è à½òà® à¯à°à à¢èà«à® àÂà à¡à³à¤à³ùàÂ¥àÂ¥ à¢à°àÂ¥ìà¿???)
Titolo:
Alia, è corretta la seconda: "Credo che non imparerò mai l'italiano"
La regola che hai citato non si estende anche al futuro. La preposizione "di" può reggere soltanto verbi all'infinito. Per tutti gli altri tempi bisogna usare la preposizione "che".
Così, "credo di avere ragione", "credo di avere avuto ragione", ma "credo che avessi ragione" e "credo che avrò ragione".
La regola che hai citato non si estende anche al futuro. La preposizione "di" può reggere soltanto verbi all'infinito. Per tutti gli altri tempi bisogna usare la preposizione "che".
Così, "credo di avere ragione", "credo di avere avuto ragione", ma "credo che avessi ragione" e "credo che avrò ragione".
Titolo:
[quote:9417e97eda="Kesha"]Alia, è corretta la seconda: "Credo che non imparerò mai l'italiano"
La regola che hai citato non si estende anche al futuro. La preposizione "di" può reggere soltanto verbi all'infinito. Per tutti gli altri tempi bisogna usare la preposizione "che".
Così, "credo di avere ragione", "credo di avere avuto ragione", ma "credo che avessi ragione" e "credo che avrò ragione".[/quote:9417e97eda]
Grazie mille Kesha! Ho sempre avuto dei dubbi e mi hai chiarito tutto...
La regola che hai citato non si estende anche al futuro. La preposizione "di" può reggere soltanto verbi all'infinito. Per tutti gli altri tempi bisogna usare la preposizione "che".
Così, "credo di avere ragione", "credo di avere avuto ragione", ma "credo che avessi ragione" e "credo che avrò ragione".[/quote:9417e97eda]
Grazie mille Kesha! Ho sempre avuto dei dubbi e mi hai chiarito tutto...
Titolo:
Di nulla, Alia! :D
Sono contento di esserti stato di aiuto.
Voglio solo ricordare che il congiuntivo, oltre ad essere usato dopo verbi che esprimono dubbio, incertezza, timore, desiderio e speranza (come "penso", "credo", "mi sembra" "mi domando" "mi auguro", "temo che", etc.), è richiesto anche dopo espressioni del tipo "bisogna che". "è meglio che", "può darsi che", etc.
E inoltre dopo le congiunzioni "purchè", "benchè, "affinchè", "prima che", "ammesso che", "a patto che", etc.
Vorrei spezzare una lancia in difesa del congiuntivo, e facendo questo rispondo alla giusta osservazione di Siberiano secondo la quale il congiuntivo è ridondante dopo verbi che esprimono dubbio e incertezza.
Il problema è che rinunciare al congiuntivo e, di conseguenza, all'opposizione [i:725e087604]indicativo/congiuntivo[/i:725e087604], vuol dire rinunciare a esprimere sfumature di significato tutt'altro che secondarie e inutili.
Osserva, ad esempio, la differenza di significato che esiste tra le seguenti coppie di frasi e che è tutta affidata all'opposizione [i:725e087604]indicativo/congiuntivo[/i:725e087604]:
[color=blue:725e087604]"Dicono che le pesche [i:725e087604]sono [/i:725e087604]ormai mature" (chi parla accetta l'opinione altrui come un dato di fatto e, quindi, considera la cosa sicura) / "Dicono che le pesche [i:725e087604]siano mature[/i:725e087604]" (chi parla non è personalmente convinto della cosa e la presenta presenta in modo dubitativo, lasciando ad altri la responsabilità dell'affermazione);
"Penso che [i:725e087604]sei[/i:725e087604] triste" (ti penso triste: mi rendo conto che, con tutto quello che ti è successo, non puoi non essere triste) / "Penso che tu [i:725e087604]sia[/i:725e087604] triste" (ho l'impressione che tu abbia motivo di essere triste);
"Aspetterò finchè [i:725e087604]tornerà [/i:725e087604]" (e sono sicuro che tornerà ) / Aspetterò [i:725e087604]finchè torni[/i:725e087604]" (ma non sono sicuro se tornerà ).[/color:725e087604]
Spero che questi esempi aiutino a comprendere le sfumature di significato possibili sostituendo l'indicativo al congiuntivo e viceversa.
Ciao :D
p.s. A proposito, ne approfitto per correggere un mio errore: "che" è una congiunzione, non una preposizione :!:
Sono contento di esserti stato di aiuto.
Voglio solo ricordare che il congiuntivo, oltre ad essere usato dopo verbi che esprimono dubbio, incertezza, timore, desiderio e speranza (come "penso", "credo", "mi sembra" "mi domando" "mi auguro", "temo che", etc.), è richiesto anche dopo espressioni del tipo "bisogna che". "è meglio che", "può darsi che", etc.
E inoltre dopo le congiunzioni "purchè", "benchè, "affinchè", "prima che", "ammesso che", "a patto che", etc.
Vorrei spezzare una lancia in difesa del congiuntivo, e facendo questo rispondo alla giusta osservazione di Siberiano secondo la quale il congiuntivo è ridondante dopo verbi che esprimono dubbio e incertezza.
Il problema è che rinunciare al congiuntivo e, di conseguenza, all'opposizione [i:725e087604]indicativo/congiuntivo[/i:725e087604], vuol dire rinunciare a esprimere sfumature di significato tutt'altro che secondarie e inutili.
Osserva, ad esempio, la differenza di significato che esiste tra le seguenti coppie di frasi e che è tutta affidata all'opposizione [i:725e087604]indicativo/congiuntivo[/i:725e087604]:
[color=blue:725e087604]"Dicono che le pesche [i:725e087604]sono [/i:725e087604]ormai mature" (chi parla accetta l'opinione altrui come un dato di fatto e, quindi, considera la cosa sicura) / "Dicono che le pesche [i:725e087604]siano mature[/i:725e087604]" (chi parla non è personalmente convinto della cosa e la presenta presenta in modo dubitativo, lasciando ad altri la responsabilità dell'affermazione);
"Penso che [i:725e087604]sei[/i:725e087604] triste" (ti penso triste: mi rendo conto che, con tutto quello che ti è successo, non puoi non essere triste) / "Penso che tu [i:725e087604]sia[/i:725e087604] triste" (ho l'impressione che tu abbia motivo di essere triste);
"Aspetterò finchè [i:725e087604]tornerà [/i:725e087604]" (e sono sicuro che tornerà ) / Aspetterò [i:725e087604]finchè torni[/i:725e087604]" (ma non sono sicuro se tornerà ).[/color:725e087604]
Spero che questi esempi aiutino a comprendere le sfumature di significato possibili sostituendo l'indicativo al congiuntivo e viceversa.
Ciao :D
p.s. A proposito, ne approfitto per correggere un mio errore: "che" è una congiunzione, non una preposizione :!:
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